ed è lì..nel mezzo catturata in un attimo di immagine..ne vediamo così tante, ci dan fastidio, ci impauriscono, ci disturbano. Eppure sono così importanti, eppure stan scomparendo, eppure non sappiamo che molto di noi dipende da loro..e le snobbiamo.
..stupende e gialle, colme di nettare, di bontà raccolta da trasportare..
Siamo rimaste lì..ferme a guardarle, forse le abbiamo distratte, forse non ci hanno nemmeno viste, forse si son lasciate fotografare..chissà, forse si son pure sentite protagoniste..
La natura nella sua meraviglia ci regala istanti di puro amore, se solo per un momento ci fermassimo in ascolto, se solo..lasciassimo da parte tutto il resto, nessun vuoto ci si aprirebbe davanti, anzi forse cominceremmo a muovere dei passi "dentro" un qualcosa che ha pure "del senso"...
ed è un forse su cui scommetterei.

..guardarla, spiarla, sentirla..macerarne dentro.
Adagiata nel lungo periodo del tempo assopito, fumava e si distraeva, non stava ad ascoltare ne i passi, ne gli sguardi, ne i pensieri, ne i tributi e neppure le ostilità. Se ne stava lì e poi lentamente se ne andava, tra un passo strascicato e uno sbattito di ciglia. Aspettava..qualcuno, qualcosa. Sedeva e forse contava pure..
..guardarla,
il suo magnetismo, nascondeva una fragilità apparente e accoglieva lo stupore, per ogni istante passato, per ogni angolo del corpo, a volte nudo.
..spiarla,
fessure di tela, dietro il muro immobile e sottile, immagini variopinte..come in quei film lontani, quando ancora ti stupivi in scene successive.
..sentirla,
un respiro lungo e mai affannoso, di quelli che ammaliano e custodiscono, di quelli che avvolgono e innalzano quasi per la gioia di un affondo.
..macerare dentro,
il rimescolio improvviso di uno spasimo, che sale e divampa, che avvolge e trascina, che scuote e rapisce. Un incontro che parla.
**
L'avrei conosciuta, se solo..
Non ne avevo paura, non volevo fissarla, non volevo incatenarla, non volevo..eppure ne volevo.
Penso che il suo saperlo, (in quegli occhi fissi)..mi abbia frenato.
..da un po' ho smesso di rincorrere la palla da gioco, non dico che non mi manchi..perchè non ci crede nessuno..però ho inventato il piacere di rincorrere altro, in un alternarsi infinito di umori e giocatori, quasi che la partita non abbia mai a finire, quasi che non serva nemmeno il fischio d'inizio o il giudice di linea per chiamar la palla fuori. Partecipo a volte, spettatrice inesperta e osservo senza chiedere aiuti..osservo e cerco di farmi un'idea, non importa se giusta o sbagliata..mi faccio un'idea che poi incarto e metto in un cassetto piccolo, per poterla ritrovare subito dopo.
Quando si impossessa di me, mi incatena in una danza a perdifiato..mi avvolge e mi coinvolge, mi lascia smarrita e pure un poco ingigantita..mi prende dentro, mi solleva, mi spoglia, mi accalora e per un po' non mi abbandona. Non lo posso chiamare quando lo desidero, perchè lui vien sempre da solo, inaspettato e improvviso, mi stringe nel suo abbraccio e mi condiziona..."tanto" e mi piace. Chi mi osserva in quei momenti forse mi potrebbe trovar diversa, ma si sa...l'occhio di chi guarda, non sempre sa "vedere", spesso passa attraverso; chi invece si sofferma non può non restarne contagiato..mi si avvicina, mi sorride, mi guarda e forse..forse.. mi bacerebbe, in fondo, poi basterebbe così poco, porgerei solo la guancia è vero, o magari no ..(sorrido)
..sì..ne sono facile preda e non mi tiro mai indietro..lui sà che mi troverà sempre pronta, non ci son porte a trattenerlo...ne quando arriva al'improvviso..ne quando poco dopo in silenzio se ne va, lasciando stralci di lacrime al viso, lasciando spazi d'attese future...lasciando, come un amante, la sospensione di un attimo...anche se lui, però.. ha un altro nome..
..perchè lui è il mio amico Entusiasmo..
mi avvolgo in pure immagini di umido e vento, innegabile lasciarsi sprofondare in questa immensità che non sa tacere, dove il buio più limpido accompagna contrastanti sentimenti fatti di esaltanti notizie e lì ne senti sempre quel tepore avvolgerti le membra che si stirano nel gesto di un amplesso che geme nel letto e si amplifica nel contesto e danza, sì danza con questa musica che racconta, affonda, sconvolge e divampa...
..soffocami in quel gesto che amo e scuotimi l'anima nel prendere le redini e conduci, conducimi...portami là e "lasciamici" per un poco... non sento i cambiamenti, ma ascolto i mutamenti e ti guardo nel mio pallido sguardo, un po' opaco dal vento che spettina, non parlo più molto..eppure respiro a fondo e mi muovo più in fretta, svoltando all'angolo a destra, guarda dentro e non sono mai troppo lontana, e son qui che tremo, son qui che bramo, son qui... Si cerca la via per non dover tornare indietro, per poter sempre salire verso la vetta....giochiamo a chi arriva prima, ma mettiamo in palio il nulla. E' una vita fatta di cose strane questa, di emozioni, di istanti e di passi malfermi. Trattiemi, trattieniti...
..raggiungiamo ancora un punto più in là e parlamene sempre, sempre, sempre...affinchè non mi riesca più di dimenticarne.
..ancora il mio fiato su quel foglio, accartocciato e poi ripreso, stirato e poi strappato. Parlavo di me.. e forse ancora non lo sapevo, e poi in fondo..perchè..
Trattengo nel gesto l'immobilità del tempo e soffio. Che sensazione di pelle quella del penetrare sempre più dentro il ritmo di una cosa, il masticarla quasi a morsi piccoli ma mai identici. Come gli stracci della polvere, quelli che quando li sbatti ne diffondono a miliardi di batuffoli nell'aria. Mi rincresce quando mi vogliono catturare per conservare, quasi fossi una carne da macello, già passata per la cella, con i ghiacciolini in miniatura sulla pelle contratta. Che ce ne facciamo di un pensiero controllato? Che ce ne facciamo di un amore che ripete parole sparse in rime di fretta? Che ce ne facciamo di una copia "scaduta"? Rimango inerme e volto la schiena a quell'incomprensione che smette di essere femminile o maschile, smette semplicemente punto.
Accolgo e mi accolgo e allora sviscero, allargo, ammorbidisco, preparo e quasi accondiscendo, ma non per compiacere, no.. Vado incontro perchè il tempo è sempre quello meno considerato e quello che più temiamo e allora: smettiamola di leccarci ferite inesistenti, di lanciare segnali a vuoto, di piangere solitudini.
..la viltà è un qualcosa che mi ferisce dentro. Rispetto i tempi morti, rispetto le attese, anzi..le desidero fino allo spasimo, ma non parlatemi di mordenti e fruste e schiavitù e giochi di ruolo, per cortesia evitate di raccontarmi frottole. La verità la sposo e non ho bisogno di testimoni per validare il contratto.
..rimango lì, con gli occhi spalancati e le labbra socchiuse, in quel piacere languido che molti di noi, per fortuna conoscono e abbracciano..
Sì, per la fortuna di molti..e altri, che mi auguro..ci arriveranno.

perchè uno si sveglia la mattina e ha delle cose da fare, si muove, si mette in moto verso.. intanto il resto dentro cerca di organizzarsi, di ripartire. Allora le cose da fare diventano tante, allora cominci a dare delle priorità.. Cominci e pensi a ciò che puoi lasciare indietro. Pensi alle telefonate da fare, alle lettere da scrivere, a cosa farai per pranzo e se vedrai qualcuno in paese.. Poi ti fermi, fai colazione e cominci a parlare con l'uomo che hai di fronte. Un uomo che abita la giornata da diverse ore prima di te, bello sveglio, pronto e desto... e tu che ancora non sai se hai tolto la maglia della notte e se ti sei infilata gli slip del giorno.. Però stai preparando le fettine con la marmellata, allora è già un inizio..
..allora ci siamo quasi.
Poi...scendi in strada.. e sei abbracciata da un'immensità che ti urla in faccia il tempo nella sua dimensione infinita. Allora arrossisci di fronte a tale bellezza e non ti stupisci, in fondo sapevi di esserne ancora capace..e volgi lo sguardo verso quell'uomo che scende verso di te e verso l'auto...prendi la macchina fotografica, lui sa che non è per immortalare lui..ne abbiamo già molte di quelle.. e ti guarda sorridendo.
...condividere certe magie è un dono e un bacio alla vita.
..se ne stava in disparte, ma non per timidezza. Giocava a rincorrere i presenti come fossero gatti in fuga e soffermava il suo respiro sull'aria ferma di ogni pensiero. Era abituata al suo eclissarsi, quasi fosse un gioco..quasi fosse una nuova vita. Stava lì e guardava. La pace di un momento subito seguita dall'ansia di un nuovo "gatto", perchè veloce il tempo..
Parlava con sè di altri e ascoltava le risposte, anche se non in fila, ma semplicemente contrapposte..Nel gioco sosteneva una parte: voleva andarci dentro ogni volta..quasi per il piacere di viverne un po'...
..come sempre poco il suo tempo e molteplici i desideri, i pensieri, le pagine da leggere. Dentro e fuori da ogni immagine in un turbine ripetuto di flash, senza il digitale.. A volte sorrideva estatica, altre un appannamento dello sguardo suggeriva un'incertezza, un pallido risveglio, un nodo improvviso.
..vegliava e assorbiva, in estasi perenne, in continua rinascita..
in corsa tra le gambe dei tavoli, "addosso" a quei gatti veloci, in quei pensieri turbati..in quelle pagine già scritte..
Si portava via sempre tutto, ma al tempo stesso ne lasciava indietro un poco..quasi a permettere un ritorno, quasi.
..nessuno la ricorda, in pochi la vedono e subito la dimenticano..
lì..nell'angolo appoggiata alla parete assorbe, assorbe e poi...se ne va.
..ogni volta e ancora non s'è mai visto un gatto rincorrerla.
..ascoltare i fumi di un respiro è come sciogliere i nodi di un cane pastore: impossibile. Eppure c'è chi riesce persino a contarli, sicuramente ha pazienza e poca premura. Di grazia ascolto la mattina un usignolo che si diverte a cantare come un matto proprio fuori dalla mia finestra, lì in cima all'abete, che quando scendo per strada..quasi mi saluta, per me gioca a prendermi in giro, beato lui...
il profumo che si diffonde nell'aria è sempre successivo all'azione, sempre. Quasi a voler lasciare una traccia che sappia del passato vecchio. Ci sono stanze che amo lasciare confuse..dove è possibile scoprire ogni volta un nuovo rumore, un nuovo sapore..è come mescolare il mazzo di carte, con la consapevolezza che ce ne sia qualcuna in più...Così..e non solo per caso.
Dico pur non dicendo, vero..come il suo contrario..eppure non c'è significato o nascondimento, c'è il sinuoso movimento di un procedere piano, in un viaggio che riporta cartoline e fotografa fiori che colorano i prati..e non posso guardare dal finestrino: guido e già mi distraggo un po'..non è bene, no...anche se vado piano.
..ne ascolto le musiche, mi riepiono molto..mi abbracciano, coccolano e baciano..sicuramente non mi tirerò indietro..no.
Si pensa, spesso, sia difficile comprendere l'altro, perchè sta al di fuori di noi. Anche se vicino.. (molto), è comunque distante da noi. Pensiamo fatiche ancora prima di vederle e aggiungiamo anni a questa già precaria vita. Siamo fatti così..
Ci si potrebbe distendere un attimo e "ascoltare" quel piacere del vivere scorrerci dentro. Potremmo accavallare gambe e muovere piano le dita, sì sa..che già in sè si mostra il piacere di un lasciar guardare. Perchè poi..non è mica così difficile vivere. No, e non è nemmeno necessario farselo insegnare, basta poco, molto meno. Però quel poco deve essere compreso, altrimenti tutto il resto sarà un vano tentativo destinato a renderci solo schiavi dei nostri più ambiti desideri.
..adoro desiderare, avere sempre sulla punta della lingua il piacere di un altro po'... A volte mi tiro indietro, quasi per prendere una maggiore rincorsa, sorrido.. C'è chi mi sa prendere bene e con me ci gioca dentro. Eppure il gioco della vita, quello a cui tutti partecipiamo ha meno regole di quante noi ci ostiniamo a inventarci di volta in volta, quasi per rendere ancora il tutto sempre più difficile...sempre un altro po' più irraggiungibile..
..siamo fatti così noi esseri umani. Potremmo vivere con molto meno, goderne per molto di più e invece.. invece..sprechiamo possibilità...a scapito di responsabilità, che il più delle volte...non sono nemmeno richieste.
..chissà se lo facciamo per difenderci o per impederci di provarci veramente..
..chissà..